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Harry's Bar - Firenze

Leo Vadorini
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"to Leo for a brave Martini"
scriveva Burt Lancaster sull'album dei ricordi
di Leo Vadorini
Nel 1952 Enrico Mariotti stava lavorando al suo progetto, il "Boston
Bar". Il suo amico Cipriani lo convinse ad utilizzare il nome
"Harry's Bar" e da li cominciò la storia di uno
dei ristoranti più rinomati di Firenze, conosciuto in tutto
il mondo anche grazie alle capacità ed alla simpatia del
suo Barman Leo Vadorini, insignito dal Sindaco di San Francisco,
Mayor Diane Feinstein, della chiave della città a seguito
dell'apertura del Century City Harry's.
Dalla nobiltà Fiorentina a personaggi della
politica, del cinema e dello sport internazionale, tutti si sono
seduti almeno una volta ad un tavolo dell'Harry's Bar di Firenze.
Quanti ricordi nelle parole del Barman più famoso di Firenze.
Aneddoti fascinosi d'altri tempi con personaggi come Paloma Picasso,
Burt Lancaster, Margot Hemingway, Paul Newman, che se ne andò
con un regalo in tasca, il papillon di Leo che gli piaceva tanto,
lasciando in cambio una foto con la dedica. Da Robin Williams che
essendosi macchiato a colazione, girò tutto il giorno con
una t-shirt dell' Harry's abilmente procurata da Leo, a Zeffirelli,
Elizabeth Taylor a cui il marito non voleva si facessero più
di due foto, a Chelsea Clinton. E potremmo continuare per ore questo
elenco.
Nel corso di 50 anni l'Harry's Bar ne ha vista
passare di acqua in Arno dal Lungarno Vespucci, ma non ha mai mutato
le caratteristiche che lo rendono un luogo fuori dal comune: cura
e gentilezza verso il cliente e una particolare attenzione ai dettagli
della buona cucina.
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